Fiesso d’Artico: Eucarestia e Parola, motore della comunità
Una parrocchia in provincia di Venezia ma nella diocesi di Padova, dove da 23 anni, giorno e notte, si fa l'adorazione eucaristica perpetua e dove l'ascolto della Parola si fa itinerante nelle case, oltre che in chiesa. Alla guida di questa cordata, che attinge misericordia dalla sorgente della preghiera, è don Massimo Donà, 55 anni d'età e 30 di sacerdozio. Tutti spesi con la certezza che "culmine e fonte" della vita comunitaria sia l'Eucarestia.A Fiesso d’Artico, meno di novemila abitanti sulla riviera del Brenta, Maristella accompagna l’iniziazione cristiana degli adulti. La parrocchia del paese, nella città metropolitana di Venezia ma in diocesi di Padova, è intitolata alla Santissima Trinità ed è affidata all’arciprete don Massimo Donà, che è anche vicario foraneo di Dolo. Ma per la gente, semplicemente, è don Massimo. “Non è scontato trovare un parroco che abbia questa grande sensibilità nei confronti dell’Eucarestia – racconta Maristella – che nella nostra parrocchia è esposta giorno e notte da 23 anni. E noi a don Massimo vogliamo tanto bene, ma proprio tanto”.
Il sacerdote, cinquantacinque anni ad aprile e a giugno trenta di ministero presbiterale, spiega con voce pacata ma ferma su quali scelte pastorali ha investito tutte le proprie energie: “Tutto parte dall’incontro con l’Eucarestia, adorata giorno e notte ormai da 23 anni. Crediamo fortemente che solamente stando in ginocchio poi possiamo stare in piedi nella vita, nel lavoro, in ogni situazione della quotidianità.” Oggi sono circa duecento le persone che si alternano in preghiera davanti al Santissimo esposto, in modo che, a qualsiasi ora del giorno o della notte, ci siano almeno uno o due persone in adorazione. Anche Barbara, che fa parte dell’équipe di preparazione dei fidanzati, è una di loro: “Facevo la fotografa – ricorda – e andare a fare le foto dei matrimoni in chiesa per me era diventato difficile. Io sapevo cosa accadeva sull’altare (si ferma un istante, commossa) e non è come se niente fosse”. Di fronte all’ostensorio che accoglie l’ostia grande consacrata, talvolta accadono cose che segnano la vita della comunità. Debora, del Movimento per la Vita, ricorda uno dei fatti più recenti: “Un po’ di mesi fa una ragazzina di tredici anni è stata investita. La persona che ha investito la ragazza è venuta a parlare con una suora della nostra parrocchia e dopo il colloquio è andata a pregare di fronte al Santissimo. Quella suora, che conosceva anche la mamma della ragazza investita, le ha chiesto se avrebbe accettato di incontrare colui che aveva investito sua figlia. Ebbene, quell’incontro c’è stato ed è avvenuto proprio nella cappellina, davanti al Santissimo. Tra i due c’è stato un abbraccio molto intenso, segno di una reciproca comprensione e di una disponibilità di entrambi ad accogliere il perdono, in un momento che per tutti e due era enormemente difficile. Chi era presente ha percepito che per tutti è stata una profondissima esperienza di misericordia”.
“Qualche volta voliamo davvero alto – spiega don Massimo – sentendo la presenza viva del Signore con noi. Ma c’è anche tanta straordinaria ordinarietà. Tante altre volte, infatti, restiamo lì, fermi in ginocchio, portando nei nostri cuori le domande, le inquietudini e i fallimenti. Anche questi però si possono superare grazie a Dio e alla forza della Presenza Eucaristica. Una presenza che calma, riconcilia, apre i cuori”.
Quando in parrocchia si vive un’esperienza così forte e significativa, non è possibile e non è giusto tenerla per sé. Ecco allora l’altra dimensione fondamentale della vita pastorale di Fiesso: l’ascolto della Parola nelle case. Le radici di questa iniziativa risalgono alla metà degli anni 90′ alle prime ‘cellule di evangelizzazione’, ma il recente sinodo ha rilanciato con vigore questa attività. Ad oggi i facilitatori di questi incontri sono una quindicina di persone, che prima condividono una meditazione sui testi biblici e poi, con una frequenza di una o due volte al mese, la portano nelle case. Sono tutti laici, coordinati da Lorenzo e Gianna, due sposi che con umiltà e coraggio hanno accolto l’invito di don Massimo.
Lorenzo è un lettore e ha preso sul serio quanto Papa Francesco sta chiedendo ai cristiani. “L’invito del Papa è ad una chiesa in uscita – spiega Lorenzo – e noi cerchiamo di fare i primi passi, portando il senso della Chiesa dall’edificio parrocchiale fin dentro le nostre case”. Gli fa eco sua moglie Gianna: “Chiedo ogni giorno al Signore di aiutarmi, perché hai sempre un senso di inadeguatezza rispetto al compito che ti viene affidato dalla comunità”. Ma il frutto di quanto viene seminato, non sta al seminatore poterlo verificare, per fortuna. Anche perché spesso, come chiosa Maristella, supera di gran lunga qualunque previsione o aspettativa: “Come abbiamo sperimentato molte volte, la Parola parla anche a chi non è avvezzo nel leggerla”. E questo don Massimo lo sa bene.
(testo, immagini, regia e musica del video di Giovanni Panozzo)